Anima Mundi 2014

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VII Concorso di composizione di musica sacra "Anima Mundi" 2014

Vedi pubblicazione della partitura

Il vincitore del settimo Concorso Internazionale di Composizione Sacra Anima Mundi, indetto dall’Opera della Primaziale Pisana e dalla Rassegna di Musica Sacra Anima Mundi, è Paolo Pandolfo. Il brano è stato riconosciuto all’unanimità come il migliore tra i molti che hanno partecipato ed è stato presentato, all’interno della Rassegna Internazionale di Musica Sacra Anima Mundi, nel concerto del 23 settembre 2014 nella Cattedrale di Pisa. Ad eseguire l'opera il Coro Costanzo Porta diretto dal Maestro Antonio Greco.

 

Toscana Oggi 20/07/2014

Pandolfo ha descritto attraverso queste righe il suo lavoro:

“Il Te Deum è un inno che fonda le sue radici nella storia millenaria della Chiesa, è una “cattedrale” in prosa che testimonia l’essenza stessa del Cristianesimo. Il “mattone” su cui si fonda la composizione è costituito dalle prime tre note dell’inno gregoriano: tre note e tre intervalli che vengono modellati, dilatati e sovrapposti, alternandosi a nuove idee melodiche. La struttura si sviluppa alternando sezioni in cui il tema principale generatore si presenta per cinque volte inframmezzate da episodi diversi; la visione formale è ispirata all’alternarsi delle dita di una mano che ne stringe un’altra; di due mani che si intrecciano, si fondono fino sembrare un tutt’uno. E’ un grande segno di ringraziamento e riconciliazione. Ma la via è irta di ostacoli. E’ un cammino senza interruzioni che passa per cromatismi, modulazioni improvvise, sovrapposizioni ritmiche e momenti in cui l’armonia subisce metamorfosi verso instabili successioni di quarta giusta: è il volto di un’umanità che si contraddice e che sembra non risolvere mai le sue debolezze: perché da sola non ce la può fare.

Questo complicato, ostinato e quasi arrogante magma armonico all’improvviso ha una soluzione completamente inaspettata, una conversione ad un nuovo atteggiamento. La seconda parte della composizione introduce una dolce stratificazione strumentale costruita da solide note dell’accordo fondamentale intervallate da alterazioni senza preparazione né soluzione; una base fatta di sole tre battute in cui il disegno melodico è formato da intervalli discendenti sempre diversi anticipati da una pausa sul tempo forte; questa sezione, che trasmette un’angoscia carica di umiltà, porta su di se un nuovo tema, semplice e limpido, che scorre in un dialogo nuovo fra i soli e il coro. E’ questo dialogo che crea ricchezza, che porta a nuovi sviluppi; anche il materiale sonoro e ritmico della prima parte assume allora un volto diverso, in perfetta sintonia con la nuova consapevolezza.

Tutto sfocia nel ringraziamento per la misericordia di Dio; tutto si ricompone in una corale ascesa verso una solida certezza; fino al punto culminante in cui i tenori, sulle parole “non sarò confuso”, si consegnano alla cadenza finale. “In eterno”.